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Everlasting Harmony
Ernie and Hannah 100 fanfictions
017.Marrone.Brown Eyes 
11th-Mar-2007 12:29 pm
together
Titolo: Brown Eyes
Prompt: 017.Marrone
Rating: PG


Non so bene come io sia finito qui.
Socchiudo lentamente gli occhi, stanco, mentre le voci dei miei colleghi di lavoro si accavallano.
E' stata una giornata stressante, oggi, al Saint Mungo.
Un deficiente ha fatto esplodere un calderone e noi abbiamo dovuto rimettere tutte le persone che gli fossero vicine di 10 metri a posto.
Da ciò se ne deduce che io dovrei essere a casa, con un caffè - mia primaria fonte di vita - e un film di una certa leggerezza.
Se non proprio sotto le mie coperte.
Ma no, mi sono fatto convincere da Zach, in voce della nostra amicizia che dura da anni, e che credo finirà stasera.
Dividiamo lo stesso appartamento, quindi credo che dovrò fargli trovare la sua roba fuori dalla porta.
Infondo è tutta colpa sua se sono in un pub a sorbirmi le idiozie di un gruppo di venticinquenni. Parlano di misure di curve femminili, o almeno credo.
Ho tutte le ragioni per dirgli "è stata una bella convinvenza e amicizia, ma direi che te ne puoi anche andare".
La mia unica consolazione è che non mi domandano nulla.
Ernie MacMillan è famoso per il non avere donne.
Nulla di cui andare fieri, insomma.
Osservo rammaricato il mio irish coffee, sognando la mia calda, seppur silenziosa, stanza.
In realtà, per le volte che ho posato gli occhi sul mio "amico", non sono certo che lui si stia divertendo.
Anzi, sono certo del contrario.
Per quale oscura ragione allora ha creduto intelligente portarmi qui?
- Scusate, - sbotta, ad un certo punto, innervosito - Ma c'è qualcosa in una donna che guardate che sia al di sopra delle spalle? -
No, non si sta proprio divertendo.
Forse potrei perdonarlo. Mi ha portato qui, ma anche per lui è una sofferenza.
Forse.
In realtà sono dell'idea che avrebbe risposto loro male anche se avessero parlato di alta filosofia. Zach è fatto così, se ti prende in antipatia ti critica comunque.
E se fai qualcosa di buono lo fai perchè dovevi, non come merito.
Certo, se riesci a fartelo amico (e per questo è necessario che tu non sia nè un gryffindor, nè uno slytherin, nè un raccomandato, nè un pigro e che tu non dica una sola parola contro la casa di Hufflepuff) è tutto di guadagnato.
E' un buon coinquilino, un pò severo forse per alcune cose (come l'ordine), ma è un tratto che ci accomuna, quindi...
E' la lealtà fatta persona, e si fa in quattro per te.
Anche portarti con della gente che odia solo con la speranza che tu ti distragga.
Anche se, ovviamente, tu non vuoi.
Mi rivolge un'occhiata che però non è di scuse.
Non che mi stupisca.
Zacharias Smith si scusa difficilmente, anche con i suoi amici. Tutt'al più ti fa un cenno particolare che impari presto a riconoscere.
Però c'è qualcosa nella sua occhiata che non ho capito.
Un ragazzo, uno dei più giovani, ancora agli inizi, arrossisce cercando di rimediare.
- Beh...il colore degli occhi di una ragazza...può...-
Si sta evidentemente arrampicando sugli specchi, e si azzittisce allo sguardo critico di Zach, che sembra tentato di rovesciargli la sua birra in testa.
- Può cosa? -
- No cioè, per dire, ecco...ad esempio mi piacciono gli occhi blu...- butta lì, manifestando il desiderio di essere da qualsiasi altra parte.
Mi fermo un momento.
Il colore degli occhi.
Ne ho solo uno in testa.
Ma è sparito insieme alla proprietaria, quando quel che rimaneva della sua famiglia si è trasferito a Ginevra.
Porto alle labbra la bibita calda, finendola.
Un solo colore.
- A me piacciono gli occhi grigi - si aggiunge qualcuno che ora non riconosco.
Un solo colore.
Una sola voce.
- Marrone.-
Dico, sovrappensiero.
Si sono girati tutti verso di me, tranne Zach. Lo vedo, sta guardando altrove.
Strano, e dire che lui sa, e dire che genericamente si riserva di guardarmi semplicemente preoccupato.
Ma non dò peso alla cosa, infondo...
Ho un solo pensiero in testa.
Due occhi grandi, marroni scuro.
- Marrone? - domanda qualcuno, stupito.
Mi scuoto, riservandogli un'occhiataccia. Scuoto il capo, nervosamente.
Credo che tutto sommato non lo perdonerò.
Altro che distrarmi.
Sto peggio di prima.
Anche se sono anni che ormai non la vedo.
Non riesco a dimenticare, se non mentre lotto con la morte sul lavoro.
Poi però mi siedo e il pensiero torna lì, instancabile.
Ma io sono stanco.
Stanco.
Mi alzo e prendo la giacca, strappandola dalla sedia e infilandola con gesti nervosi.
- Lascia stare. - sbotto, abbottonandola sul petto - Io torno a casa. -
Lancio un'occhiataccia a Zach, che sta guardando verso il soffitto.
- Tu che fai? -
Scuote le spalle senza degnarmi di un'occhiata.
- Resto un altro pò. -
Resta un altro pò, lui.
Ok, perfetto.
Veramente perfetto.
- Ho capito - sbotto ancora, innervosito, dirigendomi verso l'uscita senza lasciargli i soldi per l'irish coffee. Non mi accorgo nemmeno che ora sta cercando qualcosa in tasca, senza guardarmi.
Decisamente non lo perdonerò.
Imbocco la via di casa, avanzando velocemente. Ho bisogno di rilassarmi. Ho bisogno di calmarmi.
Ho bisogno di dimenticare.
Ho bisogno di capire.
Perchè le cose hanno preso questa piega? Ci scrivevamo spesso. Molto spesso. Poi lei, ad un certo punto il mese scorso, ha smesso.
Le sue parole potevano sortire qualche effetto che mi facesse dimenticare che non posso vedere i suoi occhi, toccare la sua mano, osservare le sue labbra senza accorgermene.
Ora ho perso anche quelle, e non so perchè.
Probabilmente avrà trovato di meglio.
Anzi, che dico, sicuramente.
Anche se è ridicolo. Infondo non stiamo parlando di un rapporto amoroso a distanza.
Stiamo parlando di un'amicizia.
No?
Certo che si.
Che cosa c'entra trovare "qualcuno" allora?
Dovrebbe continuare a scrivermi! Altrochè!
- Eccome se dovrebbe! - esclamo, sbattendomi la porta alle spalle.
Aggrotto la fronte, girandomi verso la stessa. Non era chiusa a chiave con tripla mandata quando sono uscito? Perchè ora no?
Sento dei passi lenti, nel buio, e porto istintivamente la mano a dove tengo la bacchetta. Eppure non ho veramente paura.
- Marroni? -
Questa, di voce, la riconosco al volo.
La mano si abbandona lungo il fianco, e chiudo gli occhi, ancora rivolto verso la porta.
Il cuore mi esplode nel petto, mentre la gola si annoda su se stessa.
- Hannah. -
- Allora? -
Mi giro lentamente, stringendo e aprendo il pugno.
Ho quasi paura.
Il cuore sprofonda verso il basso, mentre vedo il suo viso, cresciuto, bello, dolce e ormai adulto.
Osservo i suoi occhi, e i muscoli della mia schiena si rilassano istintivamente.
Occhi marroni.
Occhi dolci e caldi.
Avvolgenti, e tentatori come una tazza di cioccolata calda.
Non sono cambiati veramente.
Hanno la stessa dolcezza. La stessa capacità di darmi sicurezza.
Indubbiamente, il marrone è il colore che preferisco per gli occhi.
Non un marrone qualunque.
Quel marrone.
Il suo marrone.
La sua tonalità calda. Il mare calmo e scuro in cui posso galleggiare senza paura.
- Si -
Replico, sorridendo, sicuro.
- Marroni.-
Forse, dopotutto, potrei anche perdonarlo.
Comments 
14th-Apr-2011 10:12 pm (UTC)
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